04/12/2022

Angelo di Kobane (L’) – Regia Simone Toni

L'angelo di Kobane di Henry Naylor, regia di Simone Toni. Produzione Teatro Nazionale di Genova (2018)


di
Roberto Canavesi 
(4 dicembre 2022) 

di Henry Naylor
traduzione Carlo Sciaccaluga
con Anna Della Rosa
scene Christian Zurita
Produzione TPE – Teatro Piemonte Europa su produzione originale del 2018 del Teatro Nazionale di Genova
Teatro Astra, Torino, sabato 3 dicembre 2022

Sono molteplici gli spunti lasciati in eredita da L’angelo di Kobane di Henry Naylor, monologo di una delle penne più ispirate della drammaturgia britannica che Anna Della Rosa porta mirabilmente in scena in uno spettacolo a metà tra cronaca storica, ai più sconosciuta, e intimo flusso di coscienza: da un lato ricostruzione di una delle pagine più drammatiche della storia recente, l’assedio della città di Kobane da parte delle truppe dell’Isis, dall’altro resoconto di un dramma famigliare che vede la giovane contadina curdo-siriana Rehana, pacifista convinta poco più che adolescente con il sogno di diventare avvocato, suo malgrado proiettata in un universo di morte e desolazione nel disperato tentativo di difendere quell’eredità spirituale della sua famiglia spazzata via dall’assurdo conflitto.
Storia e vita privata, ma le pagine di Naylor sono anche e soprattutto un accorato manifesto contro l’inattività, la rassegnazione, disperato grido contro ogni possibile forma di arrendevolezza e nichilismo che richiama i protagonisti al coraggio dell’azione e della speranza per il futuro: vicenda da leggere ed ascoltare che non a caso il regista Simone Toni ambienta in uno spazio ondulato bianco, la scena è di Christian Zurita, immaginaria pagina da sfogliare parola dopo parola con la narrazione talvolta alternata alla proiezione di brevi video ed immagini. Ed ancora la scelta della donna di tornare indietro nel suo villaggio alla ricerca del padre impegnato al fronte, pur trovandosi a pochi chilometri dal salvifico confine con la Turchia, si può interpretare come rappresentazione di uno dei tanti sacrifici che vedono ogni giorno protagoniste al femminile, donne coraggiose e determinate in grado di elevarsi a simbolo di una libertà universale.
Tutto questo in scena è tradotto in ottanta intensi minuti che vedono Anna Della Rosa assoluta protagonista nei panni della giovane Rehana, dapprima ragazza disincantata e piena di sogni, poi spietata soldato delle milizie femminili curde decisa a difendere la sua Kobane dall’avanzata delle truppe dell’Isis: e non è forse un caso che sia proprio lei, una donna, a sfidare in prima persona con determinazione ed intelligenza la barbarìa degli invasori, da ultimo accogliendo la morte non come esito di un arrembaggio all’arma bianca, ma come estremo gesto di quel coraggio ed orgoglio che la storia ha riconosciuto marchio di fabbrica nel conflitto contro l’esercito di Daesh. Nel racconto della sua vita, del fortissimo legame con la figura del padre come nella descrizione della casa di famiglia dominata da alberi secolari bruciati dal nemico, ma destinati a ricrescere con il sangue versato dal suo popolo, in tutte queste parole c’è il coraggio di una comunità-popolo che Anna-Rehana incarna alla perfezione riaffermando la tragica attualità di una Storia, questa volta con la S maiuscola, che richiede troppo spesso ad intere popolazioni di civili il forzato abbandono di campi, professioni e università per imbracciare le armi nella disperata difesa della propria terra.

Roberto Canavesi

Articolo originale

angelo kobane