08/07/2026

Don Giovanni in prima nazionale apre il Festival di Borgio Verezzi

di Erica Manna (la Repubblica)

Regia di Carlo Sciaccaluga, coproduzione del Teatro Nazionale di Genova insieme a Gli Incauti

Scena del Don Giovanni teatrale sulle pendici di un vulcano con gli attori Simone Toni con un fioretto ed Enzo Paci in abito scuro.È sottile, il crinale tra desiderio smisurato e ordine sociale, ansia di libertà che travolge tutto e regole che provano a imbrigliarla. Il magma che ribolle sotto la superficie – la scena si svolge infatti sulle pendici di un vulcano fumante – svela l’uomo (e il suo inconscio) per quello che è: cosa viva sotto la crosta, che la società cerca di contenere. Ma che periodicamente esplode. È un “Don Giovanni” che parla dell’oggi, questo testo di Molière nella traduzione di Edoardo Sanguineti: dell’uomo “che pretende di non avere limiti al proprio sogno di libertà”, spiega il regista Carlo Sciaccaluga. “Don Giovanni – sottolinea Sciaccaluga – è un rivoluzionario del pensiero critico, un anarchico aristocratico che mette in discussione l’ordine della società. È un pedagogo un po’ perverso: insegna la libertà al suo servo Sganarello che non può permettersela, perché la libertà è prerogativa dei ricchi. La loro coppia è inscindibile. E tra l’intellettuale e l’analfabeta, tra il servo e il padrone, è difficile stabilire se uno dei due abbia un primato morale sull’altro”.

È il debutto dell’estate, il “Don Giovanni” di Molière in prima nazionale che apre il Festival Teatrale di Borgio Verezzi l’8 e il 9 luglio alle 21.30 in piazza Sant’Agostino: una co-produzione del Teatro Nazionale di Genova insieme a Gli Incauti, che sarà in cartellone nella nuova stagione del Nazionale al Teatro Duse, dal 14 al 18 ottobre. A interpretare Don Giovanni è Simone Toni, attore e regista che in venticinque anni di carriera ha lavorato con Luca Ronconi, Romeo Castellucci, Gabriele Lavia, ed è stato diretto da Carlo Sciaccaluga per la prima volta ne “La congiura del Fiesco a Genova”. Sganarello è Enzo Paci: attore che si è formato alla Scuola di Recitazione del Teatro Stabile di Genova, noto al grande pubblico nei panni del commissario Bacigalupo nella serie tv Blanca, e in quelli di Paolo Villaggio nel biopic Com’è umano Lui, con la regia di Luca Manfredi. A completare il cast le attrici Federica Castellini, Giorgia Coco, Francesca Osso. Nella tragicommedia di Molière, “Don Giovanni non è un dongiovanni – riflette ancora Sciaccaluga – Sì, lo vediamo sedurre e abbandonare una donna dopo l’altra, ma il senso ultimo del suo agire sembra dettato da una insopprimibile critica dei modi in cui l’umanità vede sé stessa, soprattutto in relazione a Dio”. Sciaccaluga ha lavorato sul testo di Molière tradotto da Sanguineti mantenendolo praticamente intonso, nella convinzione che i classici vadano riproposti così come sono scritti. Il personaggio di don Giovanni – continua ancora il regista – “ama l’umanità incondizionatamente. Però vede intorno a sé un mondo che premia chi ignora le ragioni del sentimento, si consegna alla freddezza dei numeri e seppellisce l’amore sotto coltri di repressione e dogmatismo. E forse da qui deriva la sua ribellione metafisica. C’è qualcosa di politicamente tragico, in lui, un’anima nobile che per scardinare la corruzione del mondo sprofonda nella violenza”.