Don Giovanni

di Molière

Produzione
Gli Incauti, Teatro Nazionale di Genova
Traduzione
Edoardo Sanguineti
Regia
Carlo Sciaccaluga
Interpreti
Simone Toni, Enzo Paci, Federica Castellini, Giorgia Coco, Francesca Osso
Luci
Aldo Mantovani
Scene e costumi a cura degli studenti dell’Accademia Ligustica di Belle Arti
Arianna Roveri, Siria Siri, Olimpia Cecilia Tonini
in collaborazione con Matilde Grillo, Andrea Parodi, Virginia Serino, Giulia Servili
Assistente alla regia
Leonardo Nicolini
Pagina ufficiale del
Teatro Nazionale di Genova, Teatro Eleonora Duse

Info e Orari

Don Giovanni — Repliche a Genova

Luogo: Teatro Nazionale di Genova (Teatro Duse)

Apertura prevendite: In vendita dal 07/09/2026

DataOrarioPrezzo
Mercoledì 14/10/202620:30da € 17,52
Giovedì 15/10/202619:30da € 17,52
Venerdì 16/10/202620:30da € 17,52
Sabato 17/10/202619:30da € 17,52
Domenica 18/10/202616:00da € 17,52

Calendario Spettacoli

Festival Teatrale di Borgio Verezzi (Prima Nazionale)

  • Luogo: Piazza Sant’Agostino, Borgio Verezzi

    • Mercoledì 8 luglio 2026 – ore 21:30
    • Giovedì 9 luglio 2026 – ore 21:30

Teatro Nazionale di Genova

  • Luogo: Teatro Duse, Genova

    • Mercoledì 14/10/2026 – ore 20:30

    • Giovedì 15/10/2026 – ore 19:30

    • Venerdì 16/10/2026 – ore 20:30

    • Sabato 17/10/2026 – ore 19:30

    • Domenica 18/10/2026 – ore 16:00

Contesto storico

Il Don Giovanni o Il convitato di pietra (Dom Juan ou le Festin de pierre) è una commedia in cinque atti scritta da Molière e rappresentata per la prima volta al Palais-Royal di Parigi il 15 febbraio 1665.

Per comprendere il contesto in cui nacque l’opera, bisogna considerare tre fattori chiave dell’epoca:

Nel 1664, Molière subì la censura durissima del Tartufo, opera in cui attaccava frontalmente l’ipocrisia religiosa dei finti devoti (rappresentati dalla potente associazione segreta della Compagnie du Saint-Sacrement). Con il Tartufo bandito dalle scene, il drammaturgo scrisse il Don Giovanni in tempi record come una vera e propria controffensiva satirica. Sebbene Don Giovanni sia un empio libertino, il suo vizio definitivo e più pericoloso – che Molière denuncia nell’ultimo atto – diventa proprio l’ipocrisia, lo strumento con cui il protagonista imbroglia la società e si scherma dalle accuse di immoralità.

Molière non inventò il personaggio. Riprese un tema popolarissimo all’epoca, nato in Spagna con El burlador de Sevilla (attribuito a Tirso de Molina, 1630) e successivamente importato in Italia e in Francia dai comici dell’arte. Le versioni italiane e francesi contemporanee a Molière tendevano a fare di Don Giovanni un personaggio puramente farsesco o un cattivo da punire per intrattenere il pubblico. Molière operò una rivoluzione profonda: trasformò la farsa in una tragicommedia psicologica e filosofica.

L’opera si colloca nel pieno del regno di Luigi XIV, in un momento di forte scontro tra:

  • I libertini spirituali, intellettuali e aristocratici che rivendicavano il pensiero critico, il materialismo e la libertà dai dogmi religiosi.
  • Il partito dei devoti e la Chiesa, che esigevano rigorismo morale e ordine sociale.

Il Don Giovanni di Molière incarna perfettamente l’anarchico aristocratico di quel periodo: un uomo guidato dal puro raziocinio scientifico e matematico (l’unica cosa a cui crede è che “due più due fa quattro e quattro più quattro fa otto”), che rifiuta i limiti morali e divini, elevando la provocazione metafisica a sistema di vita.

L’opera fu un successo clamoroso di pubblico, ma scatenò un tale scandalo tra le autorità religiose che venne ritirata dopo appena quindici repliche. Molière non la vide mai più rappresentata in vita nella sua forma originale in prosa (fu riproposta anni dopo solo censurata e trasformata in versi da Thomas Corneille).

Locandina

Produzione
Gli Incauti, Teatro Nazionale di Genova

Traduzione
Edoardo Sanguineti

Regia
Carlo Sciaccaluga

Interpreti
Simone Toni, Enzo Paci, Federica Castellini, Giorgia Coco, Francesca Osso

Luci
Aldo Mantovani

Scene e costumi a cura degli studenti dell’Accademia Ligustica di Belle Arti
Arianna Roveri, Siria Siri, Olimpia Cecilia Tonini
in collaborazione con Matilde Grillo, Andrea Parodi, Virginia Serino, Giulia Servili

Assistente alla regia
Leonardo Nicolini