Un curioso accidente

di Carlo Goldoni

Regia di Gabriele Lavia

con Gabriele Lavia, Federica Di Martino e Simone Toni, Giorgia Salari, Andrea Nicolini, Lorenzo Terenzi, Beatrice Ceccherini, Lorenzo Volpe, Leonardo Nicolini
scene Alessandro Camera
costumi Andrea Viotti
musiche Andrea Nicolini
luci Giuseppe Filipponio
suono Riccardo Benassi
regista assistente Enrico Torzillo
testi delle canzoni Gabriele Lavia

produzione Effimera, Teatro di Roma – Teatro Nazionale, Teatro della Toscana

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Contesto storico

Un curioso accidente, scritto nel 1700 da Goldoni è un autentico delicato capolavoro, grazie anche alla comicità che scaturisce dalla trama ad intreccio, dove l’equivoco e la casualità diventano motivo di divertimento. Tratto da un fatto realmente accaduto in una città dell’Olanda e riferito al Goldoni nella piazza di San Marco di Venezia al Caffè della Sultana, da “persone degne di fede” che l’hanno ispirato a formarne una comica rappresentazione.

La divertente commedia racconta di un equivoco creato apposta da una giovane fanciulla di buona famiglia che per allontanare da sé il sospetto di un amore non accettato dal padre, farà credere che egli sia innamorato di una sua amica, figlia di un finanziere e rivale in affari del padre.


Lo sfondo storico di questa singolare commedia di Goldoni è la “Guerra dei sette anni” che si combatté tra il 1756 e il 1763 e che coinvolse le principali Potenze Europee di quel tempo. La guerra fu combattuta in Europa e nell’ America Settentrionale. Da una parte c’erano il Regno di Inghilterra, il Regno di Prussia, l’Elettorato di Hannover, gli Stati minori della Germania nord-occidentale e il Portogallo. Dall’altra parte c’era una coalizione formata dal Regno di Francia, Monarchia Asburgica, Sacro Romano Impero, Impero Russo, Svezia e Spagna. E, addirittura, le popolazioni native dell’India e dell’America Settentrionale.

La Guerra si concluse col trionfo della Gran Bretagna che ottenne i maggiori successi politici e territoriali. Gli sconfitti furono i Francesi (ed ecco perché i due soldati ospiti in casa di Monsieur Filiberto sono francesi) che perdettero il Canada, alcune colonie sulle rive del Mississippi, alcune colonie in India, nei Caraibi, in Senegal, ecc. Insomma, un vero disastro. E dunque i due soldati Francesi hanno buone ragioni per essere un po’ depressi. Sono soldati ridotti proprio male e non hanno più un quattrino perché quella “guerra” segnò il tramonto coloniale della Francia è l’inizio di un periodo difficilissimo.

Se avesse vinto la Francia quella guerra, forse, in America si parlerebbe il Francese. L’Olanda era rimasta a guardare e a fare i suoi “affari” con la guerra. Così, aveva vissuto un periodo tranquillo e prospero.

Ed è proprio in quel mondo tranquillo e prospero, nella casa prospera e tranquilla di Monsieur Filiberto, che ha una figlia da maritare, la quale figlia ha una cameriera in età da marito anch’essa, che capitano “I Due Soldati Francesi Sconfitti”. C’è altro da dire? Goldoni scrive un autentico delicato capolavoro. E tutto questo, l’autore ci avverte, è “un fatto vero, verissimo, accaduto in Olanda” e che gli è stato raccontato da suoi “…Amici Olandesi al Caffè della Sultana, nella Piazza San Marco, a Venezia…”

Gabriele Lavia

Locandina

regia Gabriele Lavia
con Gabriele Lavia e Federica Di Martino e Simone Toni, Giorgia Salari, Andrea Nicolini, Lorenzo Terenzi, Beatrice Ceccherini, Lorenzo Volpe, Leonardo Nicolini

scene Alessandro Camera
costumi Andrea Viotti
musiche Andrea Nicolini
luci Giuseppe Filipponio
suono Riccardo Benassi
regista assistente Enrico Torzillo
testi delle canzoni Gabriele Lavia
foto di Tommaso Le Pera

produzione Effimera, Teatro di Roma – Teatro Nazionale, Teatro della Toscana

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