Homenaje

liberamente ispirato da testi di Federico Garçia Lorca

Regia di Simone Toni

una produzione
Orchestra Internazionale d’Italia
Comune di Ascoli Piceno
Assessorato alla Cultura
Teatro Ventidio Basso di Ascoli Piceno
Festival Internazionale della Chitarra
con Simone Toni, Berta Errando Aguilà, Diana Manea, Pasquale Di Filippo.
soprano Anna Maria Pirisi
chitarristi Claudio Marcotulli, Walter Zanetti, Guido Fichtner, Maurizio Norrito
scene Roberto Melchiorri
costumi Diana Manea, Berta Errando
Aiuto regia Claudia Pandolfi
luci Simone Toni

Contesto storico

Morto fucilato a Granada, il poeta della cattiva morte,
Federico Garçia Lorca!
Olé!

Con questa esclamazione tipicamente spagnola ho accolto a Parigi la notizia della morte di Lorca, il migliore amico della mia adolescenza agitata, volendo esprimere come il suo destino si compisse con un esito tragico e tipicamente spagnolo.

Almeno cinque volte al giorno Lorca alludeva alla propria morte. La notte non si poteva addormentare se, in parecchi, non andavamo a “metterlo a letto”.

Una volta a letto, trovava ancora il modo di prolungare indefinitamente la conversazioni poetiche più trascendentali che si siano svolte in questo secolo.. Quasi sempre finiva per discutere della morte, e soprattutto della propria morte.

Lorca imitava e cantava tutto quello di cui parlava, specialmente la sua fine. La metteva in scena mimandola: “Ecco” diceva “come sarò al momento della morte!”.

Dopo di ché danzava una specie di balletto che rappresentava i movimenti del suo coorpo durante la sepoltura, mostrandoci come sarebbe stato il suo volto qualche giorno dopo la morte; i suoi tratti, di solito non belli, si aureolavano all’improvviso di una bellezza sconosciuta. In quell’istante, sicuro dell’effetto prodotto su di noi, sorrideva, splendente del trionfo procuratogli dall’assoluto possesso lirico degli spettatori.

Nel frattempo la guerra civile esplose, e Lorca fu fucilato!

I rossi, i semi-rossi, i rosa e persino i malva pallidi, trassero profitto, a colpo sicuro, da una vergognosa e demagogica propaganda sulla morte di Lorca, esercitando un ignobile ricatto.

Provarono e provano ancora oggi a fare di lui un. eroe politico.

Ma io che sono stato il migliore amico, posso testimoniare davanti a Dio e davanti alla Storia che lorca, poeta pruo al cento per cento, era l’essere più apolitico che abbia mai conosciuto.

Fu innanzi tutto la preda innocente della confusione onnipotente, convulsiva e cosmica della guerra civile spagnola.

Ad ogni modo, una cosa è certa. Tutte le volte che, da fondo della mia solitudine, riesco a far sgorgare un’idea geniale, o a dare un colpo di pennello arcangelicamente miracoloso, sento sempre la voce rauca e dolcemente soffocata di lorca che mi grida: 
Olé!

Salvador Dalì
(tratto da Salvador Dalì “Diario di un Genio”)

Video

Simone Toni

“….immagina di guardarti allo specchio e di vedere riflesso un mondo interiore fatto di musica di desideri e di paure…. immagina di entrare dentro lo specchio e di poter toccare la luna, di avere un colloquio con la morte o di danzare con l’anima…. forse più semplicemente lasciati trasportare da questo gioco teatrale in cui abbiamo cercato di dar vita a quello che si può solo immaginare….!”.

Simone Toni