17/02/2025

Abbiamo visto “A torto o a ragione” al Teatro India

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Virginia Colella Domenica, 16 Febbraio 2025 21:30

Dall’ 11 al 16 febbraio è andato in scena al Teatro India “A torto o a ragione”, per la regia di Giovanni Anfuso, l’intrigante storia di Wilhelm Furtwangler (1886-1954), famoso direttore d’orchestra, forse il più grande di tutti i tempi, arrivato al culmine del successo proprio nel momento in cui Adolf Hitler prendeva il potere in Germania. Piuttosto che andare in esilio, come molti dei suoi colleghi, Furtwangler scelse di continuare la sua carriera nella Germania del Fuhrer, per questo alla fine della guerra, venne accusato di essere stato nazista.

Una scenografia che pone in risalto l’arte, tra quadri d’autore e sculture ricoperte da panni per la loro conservazione. Tutto rimanda alla caducità del tempo che sublimato dall’arte rende il tutto immortale.

Tema centrale la musica e il suo maestro che al tempo del nazismo, ha strumentalizzato il mezzo musicale per sopravvivere ai soprusi del momento storico.

Gli effetti delle luci che cambiano per creare l’atmosfera notturna, rendono la scena realistica, intensa e ricca di emozioni, sostenute dalle doti interpretative di ciascun attore.

Nella Germania del 1945, subito dopo la caduta del nazismo, un ufficiale dell’esercito americano ha il compito di trovare le connivenze tra l’illustre direttore d’orchestra Wilhelm Furtwangler e il regime di Hitler.

“A torto o a ragione”, riesce a rendere interessante la staticità  della messa in scena grazie all’interpretazione degli attori e alla potenza del conflitto rappresentato.

Bravissimi gli attori che interpretano con aderenza i moti interiori di un uomo diviso tra la purificazione dell’arte e i compromessi che ha dovuto/voluto accettare per coronare i suoi sogni di gloria. Simone Toni interpreta con convinzione, credibilità il maggiore , un carisma che trascina nei momenti più accesi delle indagini da lui svolte.

Facile scegliere una posizione ben definita oggi, forse meno facile schierarsi quando e’ in gioco la propria vita e senza cedere alle lusinghe del potere. Furtwangler avrebbe potuto fuggire all’estero, come molti altri suoi colleghi, ma sceglie di restare e di diventare un uomo immagine del regime, presenziando ad eventi importanti come il compleanno di Hitler e la versione registica ci offre interessanti spunti di riflessione; nonostante l’assenza di azione e la prevalenza del dialogo, si partecipa con emozione alle diverse fasi dell’indagini.

Note di regia

«Sarebbe bastato, semplicemente – afferma anche il regista Giovanni Anfuso – fare della buona musica per opporsi agli orrori di Auschwitz? Qual è il potere dell’arte di fronte alle dittature ed alle sopraffazioni? L’arte, la cultura, il bello sono gli ultimi avamposti che permettono all’uomo di affermare la propria indipendenza e la propria libertà? Questi sono i dubbi che “A torto o a ragione” consegna a ciascuno di noi, diventando così una storia necessaria e chiamando ogni essere umano alle proprie responsabilità».

A TORTO O A RAGIONE

  • di Ronald Harwood
  • regia di Giovanni Anfuso
  • con Stefano Santospago, Simone Toni, Giampiero Cicciò,
    Liliana Randi, Luigi Nicotra, Roberta Catanese
  • scene Andrea Taddei
  • costumi Isabella Rizza
  • musiche Paolo Daniele
  • light designer Antonio Rinaldi
  • foto Antonio Parrinello

Produzione Teatro di Roma – Teatro Nazionale,
Teatro Stabile di Catania, Teatro Vittorio Emanuele di Messina

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